Karla Black

di the sputnik girls

Karla Black è un’artista scozzese, il suo lavoro attinge da una molteplicità di tradizioni artistiche dalla pittura espressionista, land art, performance per concludersi nel formalismo. Le sue sculture di grandi dimensioni incorporano sostanze di uso quotidiano e materiali tradizionali usati nel campo artistico. Black sceglie i mezzi con cui andrà a creare la sua opera per il loro appeal estetico tattile, la familiarità delle texture di cellophane o il profumo dei cosmetici colma l’esperienza della materia tangibile con l’intimità della memoria o del subconscio. Il processo di creazione della Black è intensamente fisica e questa energia viene convogliata attraverso il suo lavoro di messa in scena ‘improvvisata’. Le sue opere sono dei veri assemblaggi precari, che vivono ed esistono nel luogo in cui nascono.

Come abbiamo accennato sopra i materiali sono una delle peculiarità dei suoi lavori, Cellophane, nastro adesivo, vaselina, vernice, polvere di gesso, vetro, sacchetti di polietilene, stick correttore, lipgloss, balsamo, crema da bagno, carta da lucidi, lacche e gel per capelli e rossetti tutti questi elementi portano lo spettatore a riaccendere e ad utilizzare tutti i sensi. “Non c’è nessuna immagine, nessuna metafora” dice Karla Black. Piuttosto, il punto è la pura materialità della scultura, il suo peso e la presenza e il fatto di essere nel mondo in quanto si confronta con lo spettatore.

La scelta dei materiali orienta lo spettatore verso questo mondo terreno ma intimo, nella gestione di questi materiali è anche possibile riconoscere qualcosa di più profondo, come se essi stessi raccontassero la loro vita, una loro vita prima del momento dell’esposizioni, in relazione ad un essere umano, quasi sicuramente un essere femminile. Il suo lavoro sembra rivelare il modo in cui si trasmuta il mondo reale degli oggetti e degli eventi in simboli immaginari.

Author: Alexia Mingarelli

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